Quando si parla di un’escursione da fare dal Passo San Pellegrino, quasi tutti pensano subito al celebre rifugio Fuciade, una delle passeggiate più conosciute della zona. Noi stessi te l’abbiamo raccontata in questo articolo.
Ma il Passo San Pellegrino custodisce anche itinerari meno frequentati e altrettanto spettacolari.
Tra questi c’è la facile escursione dal Passo San Pellegrino al rifugio Passo Selle, un percorso panoramico che regala viste sulle Pale di San Martino, sul Civetta, sul Pelmo e sul gruppo del Catinaccio, con un dislivello contenuto e un sentiero adatto alla maggior parte degli escursionisti.

Se stai cercando un trekking panoramico sulle Dolomiti lontano dalla folla, questo itinerario potrebbe sorprenderti.
Ma prima di iniziare, se è la prima volta che capiti qui: noi siamo Lara e Davide, amanti dei viaggi, della corsa e in generale delle attività outdoor e in natura. Sul nostro blog condividiamo itinerari e ispirazioni per esplorare il mondo in armonia con la natura. Seguici anche su Instagram e Facebook per non perdere i prossimi racconti!
Dove si trova il Passo San Pellegrino e dove parcheggiare
Il Passo San Pellegrino è un valico alpino delle Dolomiti che collega Moena, in Trentino, a Falcade, in Veneto, raggiungendo i 1.918 metri di quota.
In estate rappresenta uno dei punti di partenza più apprezzati per le escursioni sulle Dolomiti, mentre durante l’inverno si trasforma in una rinomata località sciistica del comprensorio San Pellegrino Ski Area.
Per questa escursione ti consigliamo di lasciare l’auto nel parcheggio gratuito di fronte alla seggiovia Costabella, da cui parte direttamente il sentiero CAI 604 per il rifugio Passo Selle.
Se viaggi in van
Per noi è stato uno dei posti più piacevoli dove trascorrere la notte.
Il parcheggio è gratuito, ma durante l’alta stagione può comparire un cartello temporaneo che vieta la sosta notturna ai camper. Ti consigliamo quindi di verificare sempre la segnaletica presente e di rispettare le regole: preservare questi luoghi dipende anche dal comportamento di noi camperisti.
Un dettaglio che abbiamo apprezzato molto è la presenza dei cassonetti per la raccolta differenziata e di un piccolo prato perfetto per rilassarsi dopo l’escursione.
Escursione al rifugio Passo Selle: l’itinerario completo

Dal parcheggio è praticamente impossibile sbagliare: basta seguire le indicazioni del sentiero CAI 604 in direzione rifugio Passo Selle.
Volendo si potrebbe utilizzare la funivia Costabella per accorciare parte della salita, ma se sei arrivato fin qui per camminare il consiglio è uno solo: allaccia gli scarponi e goditi l’intero percorso.
Dopo aver attraversato la strada, il sentiero imbocca una comoda strada forestale che sale alle spalle dell’Hotel San Marco.
La salita è costante ma mai impegnativa e il fondo è sempre molto agevole, caratteristica che rende questa escursione adatta anche a chi non ha una grande esperienza, purché abbia un minimo di allenamento.

Fin dai primi minuti il panorama ripaga della fatica, ti ritroverai all’interno di una continua cartolina.
Baita Paradiso: il primo balcone sulle Dolomiti

Dopo circa un’ora di cammino si raggiunge Baita Paradiso, situata a 2.200 metri.
Il nome non potrebbe essere più azzeccato. Da qui lo sguardo spazia sulle Pale di San Martino, sulle montagne Agordine, sul Civetta e sul Pelmo.
Anche se durante la nostra escursione la foschia limitava leggermente la visibilità, il panorama era comunque spettacolare.
L’ultimo tratto verso il rifugio Passo Selle

Si prosegue ancora sulla forestale fino al bivio che conduce al rifugio Passo Selle.
Qui il percorso cambia leggermente: la forestale lascia spazio a un sentiero di montagna che diventa un po’ più ripido, ma resta sempre semplice da percorrere.

Con ogni passo il rifugio appare sempre più vicino, incastonato tra le rocce del Gruppo dei Monzoni, regalando scorci davvero suggestivi.
Negli ultimi metri si ritorna sulla forestale, che si ricongiunge al percorso proveniente dalla funivia Costabella.
Quando finalmente si raggiunge il rifugio Passo Selle, a 2.528 metri di quota, la vista si apre completamente.

Davanti agli occhi compaiono il Gruppo del Catinaccio, le Pale di San Martino e gran parte delle Dolomiti circostanti: uno di quei panorami che fanno dimenticare immediatamente la salita.
Da qui è possibile raggiungere la Val Monzoni o affrontare la Ferrata Bepi Zac (solo con adeguata attrezzatura e preparazione).

Se fai attenzione noterai anche il rifugio Vallaccia, che abbiamo raggiunto in una precedente escursione e che ti consigliamo assolutamente.
Potrebbe interessarti leggere: “Rifugio Vallaccia: trekking imperdibile in Val Monzoni“.
Anzi guardando la cartina ci è venuta anche un’idea: organizzare un trekking di due giorni tra Passo San Pellegrino, rifugio Passo Selle e rifugio Vallaccia, pernottando in uno dei due rifugi e rientrando con i mezzi pubblici. Un itinerario che potrebbe essere molto interessante

Noi questa volta siamo rimasti a lungo semplicemente ad ammirare il panorama. Saremmo rimasti ancora, se non fosse stato per il forte vento che quel giorno rendeva difficile fermarsi all’esterno.
A tal proposito il consiglio di Viaggiacorrisogna
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Il ritorno
Per il rientro abbiamo scelto una variante leggermente diversa, seguendo la strada forestale fin dal rifugio.

È una soluzione più dolce per le ginocchia e permette di creare un piccolo anello prima di tornare a Baita Paradiso. E, dopo una meritata pausa con un dolce, siamo rientrati al parcheggio.
Se hai ancora energie, da Baita Paradiso puoi anche proseguire verso il rifugio Fuciade, aggiungendo circa un’ora di cammino. Noi avevamo già accumulato abbastanza chilometri sulle gambe già dal giorno prima e abbiamo preferito tornare al nostro van.
Dati tecnici:
- Dislivello: 635
- Lunghezza percorso: 9,50 km
- Tempo di percorrenza: 2:30 ore
Questa escursione dal Passo San Pellegrino al rifugio Passo Selle è sicuramente sottovalutata.

Meno famosa del rifugio Fuciade, ma capace di regalare panorami ancora più ampi e un’atmosfera decisamente più tranquilla.
Il nostro consiglio è comunque di partire presto al mattino, soprattutto nei mesi estivi. Eviterai il caldo, troverai meno persone lungo il sentiero e potrai goderti il silenzio della montagna, interrotto soltanto dal fischio delle marmotte.

