Complice un altro weekend con i passi dolomitici chiusi al traffico in occasione del Badia Bike Day, abbiamo deciso di vivere la montagna ognuno a modo suo. Mentre Davide si godeva i panorami in sella alla sua bici, io mi sono regalata una giornata immersa nella natura percorrendo un percorso davvero panoramico: l’anello del Setsass dal Passo Valparola.
E ti anticipo già una cosa: questo percorso ti lascerà senza parole.
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Durante il Sellaronda Bike Day, mentre Davide affrontava i passi dolomitici in bici, io avevo scelto un’altra escursione spettacolare: la Via del Pan dal Passo Pordoi, uno dei trekking davvero più belli delle Dolomiti. Se stai cercando un’altra idea per camminare in quota, ti consigliamo di leggere anche questo itinerario.
Dove si trova il Passo Valparola

Il Passo Valparola a 2.168 metri di altitudine, si trova nel cuore delle Dolomiti, al confine tra Veneto e Alto Adige, collegando San Cassiano, in Alta Badia, con il Passo Falzarego e Cortina d’Ampezzo.
È uno di quei luoghi dove natura e storia convivono perfettamente. Durante la Prima Guerra Mondiale proprio qui correva il confine tra il Regno d’Italia e l’Impero Austro-Ungarico e ancora oggi sono numerose le testimonianze del conflitto. Si possono osservare trincee, fortificazioni e i resti delle postazioni militari.
Dal passo partono numerosi trekking, alcuni molto semplici, altri decisamente più impegnativi, come l’anello del Setsass.
Anello del Setsass dal Passo Valparola: dove parcheggiare
Se arrivi dal Veneto troverai uno spiazzo gratuito poco prima del rifugio Valparola dove poter parcheggiare.
Noi abbiamo raggiunto il passo il venerdì sera con il nostro van e abbiamo deciso di trascorrere qui la notte. Il silenzio era interrotto soltanto dal fischio delle marmotte. E del risveglio…che dire? Panorami davvero incantevoli.

È proprio in momenti come questi che ci rendiamo conto di quanto ci stia conquistando la vita in van. Svegliarsi circondati dalle Dolomiti e partire direttamente per un’escursione è davvero impagabile.
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Anello del Setsass dal Passo Valparola: descrizione del percorso

Come punto di riferimento prendi il rifugio Valparola. Alle sue spalle partono diversi sentieri; l’itinerario di oggi segue inizialmente il sentiero CAI 24, mentre il rientro avviene lungo il sentiero 23, completando così un bellissimo anello.
I primi metri regalano subito una vera cartolina: il piccolo lago di Valparola, incastonato tra i prati alpini e la roccia delle montagne circostanti.

Superato il laghetto si incontra la prima deviazione, ma bisogna continuare sulla destra, sul sentiero 24, sempre ben segnalato sia con la cartellonistica che con i classici segni bianco-rossi dipinti sulle rocce.

Per circa quattro chilometri il percorso alterna continui saliscendi mai troppo impegnativi. L’unica accortezza è prestare attenzione ai segnavia: in alcuni punti il terreno è molto roccioso e il sentiero tende a confondersi con l’ambiente circostante.

Ma fidatevi… ogni curva regala un panorama diverso.
La salita verso la Cima Setsass

Dopo circa quattro chilometri arriva la prima salita più impegnativa della giornata. La fatica però viene ripagata quasi subito, quando si raggiunge la zona di Les Pizades, uno dei balconi panoramici più spettacolari dell’intero itinerario.

Da qui lo sguardo spazia dalla Marmolada al Gruppo del Sella fino al Sass dla Crusc. E a dire la verità, se sei particolarmente stanco potresti fermarti già qui perchè i panorami sono già spettacolari, e quindi proseguire per il ritorno.
Altrimenti, se pensavi fosse finita? Ti sbagliavi, perché manca ancora la vera protagonista della giornata: Cima Setsass. Da questo punto il sentiero cambia completamente.
Diventa decisamente più roccioso e richiede un po’ più di attenzione. Nulla di tecnico o alpinistico, ma non è più la semplice passeggiata dei primi chilometri.
Anche qui è fondamentale seguire con attenzione i segnali indicati sulle rocce.
La cima del Setsass

A quota 2.571 metri, riconoscibile dalla caratteristica croce in legno, si apre un panorama a 360°.
Davanti agli occhi si susseguono il Sass dla Crusc, la Varella, le Punte di Fanes, il Lagazuoi con alle spalle le Tofane, l’Antelao, Averau, Nuvolau, la Marmolada con il suo ghiacciaio e il massiccio del Sella. Una vista semplicemente incredibile.

Sarei rimasta seduta qui per ore. Ma purtroppo il rientro è ancora lungo.
Il rientro lungo il sentiero 23

Per la discesa si percorre inizialmente lo stesso sentiero dell’andata fino a raggiungere nuovamente il crinale erboso. Qui bisogna proseguire dritti sul sentiero 24 e non imboccare la traccia utilizzata in salita.
Il panorama cambia completamente e si apre verso il vasto altopiano del Pralongià, una distesa di verde che sembra non finire mai.
Alla prima deviazione non troverai ancora le indicazioni per il Passo Valparola. Niente paura. Continua a scendere fino al bivio successivo, dove finalmente comparirà la deviazione verso il sentiero 23, quello che chiuderà l’anello.

Questo tratto aggira completamente il massiccio del Setsass ed è sempre estremamente panoramico, con splendide viste ancora sulla Marmolada.
Ammetto però che è stato anche il tratto che ho trovato più faticoso. Non tanto per il dislivello, quanto per il continuo alternarsi di saliscendi, il fondo molto sassoso e alcuni tratti leggermente esposti. La forcella, almeno per me, è stata la parte più ostica dell’intera escursione.

Si incontra anche un brevissimo tratto attrezzato con fune metallica e alcuni pioli. Niente di preoccupante: si tratta di pochi metri, ben protetti, dove serve semplicemente un po’ di attenzione, soprattutto se il terreno è bagnato.
Dopo questo ultimo passaggio il sentiero torna decisamente più semplice e, poco alla volta, ricompaiono i prati del Passo Valparola. Da lì al rifugio Valparola il passo è davvero breve.
Dati tecnici
- Lunghezza: 14,5 km
- Dislivello: 930 metri
- Tempo di percorrenza: circa 4 ore e 30 minuti
Anello del Setsass dal Passo Valparola: consigli utili prima di partire

L’anello del Setsass non è un trekking particolarmente tecnico, ma non è nemmeno una semplice passeggiata su strada forestale.
È necessario avere un minimo di allenamento, passo sicuro e un po’ di dimestichezza con i sentieri di montagna.
Consiglio assolutamente scarponcini da trekking (le sneakers qui non sono la scelta giusta, ma, in realtà, in montagna non lo sono mai. Ricordatelo!), acqua a sufficienza e pranzo al sacco. Lungo il percorso non sono presenti fontane né punti di ristoro.
Ammetto che alcuni passaggi li ho affrontati aiutandomi con mani e… sedere! Chi mi segue sa che gli strapiombi, anche se contenuti, mi mettono sempre un po’ in soggezione.

Ve lo confesso. Sono arrivata anch’io decisamente stanca. Il primo dislivello impegnativo di stagione, la giornata era molto calda e il percorso, soprattutto nel finale, si è fatto sentire.
Lo rifarei? Ovviamente si. I panorami ripagano ogni goccia di sudore.
Se invece sei alle prime esperienze in montagna, non avere fretta. Le Dolomiti offrono tantissimi itinerari panoramici anche più semplici. Nei dintorni, ad esempio, ti consigliamo il trekking al rifugio Fanes da Capanna Alpina, perfetto per iniziare.

