Aggiornato il 19 Febbraio 2026 alle 08:44 am
Per molto tempo questo sogno è rimasto chiuso in un cassetto. L’idea di avere una piccola casa su ruote, per scappare nei weekend verso le montagne, la natura e il silenzio, ci accompagnava da anni. Poi, a un certo punto, abbiamo smesso di rimandare. Abbiamo deciso di camperizzare un furgone per vivere i nostri weekend in modo più libero e spontaneo, e per iniziare a costruire un nuovo modo di viaggiare, più vicino a noi.
Così è nato Little Beans: il nostro compagno di viaggio per le avventure on the road.
In questo articolo vogliamo raccontarti come abbiamo trasformato un semplice furgone nella nostra casa su ruote, perché abbiamo scelto di affidarci a un artigiano e cosa abbiamo imparato in questi mesi di progettazione (e di lunghi studi, soprattutto da parte di Davide).
Se è la prima volta che capiti qui, noi siamo Lara e Davide, amanti dei viaggi, della corsa e delle attività outdoor. Sul nostro blog condividiamo itinerari e ispirazioni per esplorare il mondo in armonia con la natura. Se vuoi conoscerci meglio, puoi leggere anche “Chi siamo”!
Perché abbiamo deciso di camperizzare un furgone

La nostra vita è spesso legata allo sport, alla natura e al movimento. Trekking, running, montagna, viaggi lenti: volevamo vivere tutto questo in modo più frequente, senza dover programmare ogni weekend con settimane di anticipo.
Spesso il venerdì sera tornavamo a casa stanchi e con un solo pensiero in testa: “Quanto sarebbe bello svegliarsi domani in montagna.”
Con un van, questo sarebbe diventato possibile.
Dormire vicino ai sentieri o alle partenze delle gare, svegliarsi immersi nel silenzio, improvvisare. Non per scappare dalla routine, ma per viverla meglio.
La van life ci sembrava la risposta più naturale. Non per “mollare tutto” ovviamente, ma per vivere meglio tutte le nostre passioni.
Perché non l’abbiamo fatto da soli

Quando abbiamo iniziato a informarci sulla camperizzazione, abbiamo subito escluso il fai-da-te. Non avevamo gli spazi, le competenze tecniche e, soprattutto, il tempo necessario. Un progetto del genere ci avrebbe probabilmente richiesto mesi, con tanti errori e altrettanto stress.
Online si trova davvero di tutto: video, tutorial, forum. Ma guardare non è fare.
Siamo stati sinceri con noi stessi: nei weekend preferiamo correre, camminare in montagna, respirare aria buona. Non vivere in mezzo a segatura e attrezzi.
Volevamo inoltre un lavoro fatto bene, sicuro, pensato per durare. Per questo abbiamo scelto di affidarci a un artigiano, progettando insieme ogni dettaglio.
E oggi possiamo dire che è stata una delle decisioni migliori.
Potevamo acquistare un van già camperizzato, ma sinceramente non rispecchiava i nostri gusti e, inoltre, i costi sono spesso molto elevati.
Da un Fiat Ducato a Little Beans

Il punto di partenza è stato un Fiat Ducato L2H2 5.40, una misura compatta ma versatile. Per noi era importante avere un mezzo maneggevole, facile da guidare e parcheggiare, visto che è anche la nostra seconda auto.
Lo abbiamo acquistato usato, valutando attentamente le condizioni, e poi affidato all’artigiano per la trasformazione.
Anche il budget ha avuto un ruolo importante: volevamo realizzare un progetto sostenibile, senza indebitarci, ma senza rinunciare alla qualità.
Come abbiamo progettato il nostro van
Prima ancora di parlare di materiali, colori o mobili, ci siamo fatti una domanda semplice: “Come vogliamo vivere il nostro van?”.
La risposta è stata chiara: dopo giornate di sport e natura, volevamo tornare in un posto comodo, caldo e funzionale. Uno spazio che ci facesse sentire davvero a casa.
Da qui sono nate le nostre scelte: il letto fisso, il grande gavone, la cucina comoda, gli spazi semplici ma intelligenti. Tutto è stato progettato partendo dal nostro stile di vita.
Camperizzare un furgone: le nostre priorità
Visualizza questo post su Instagram
1. Il letto: la base di tutto
Per noi il riposo è fondamentale. Dopo trekking e corsa, dormire bene fa la differenza. Abbiamo voluto un letto sempre pronto, con un oblò sopra la testa per guardare il cielo prima di addormentarci.
2. Spazio per bici e attrezzatura
Little Beans deve contenere tutto il nostro “mondo sportivo”: bici, scarpe, zaini, ciaspole, abbigliamento tecnico. Il gavone è il nostro magazzino personale.
3. Una cucina funzionale
Abbiamo scelto di invertire la cucina rispetto agli standard per averla più ampia.
Ci piace mangiare bene e con due fuochi, un buon frigo e un lavandino pratico, possiamo cucinare senza stress anche in viaggio.
4. Riscaldamento, isolamento e autonomia
Viaggiando spesso in montagna, il freddo non è un dettaglio. Un buon isolamento, un riscaldatore efficiente e i pannelli fotovoltaici ci permettono di essere autonomi anche in sosta libera.
5. Spazi semplici ma vivibili
Non cercavamo il lusso. Cercavamo uno spazio che fosse facile da usare, da pulire e da vivere. La dinette è compatta ma funzionale, con tavolo girevole e possibilità di trasformarsi in divanetto.
6. Bagno e passaggio interno
Ovviamente doccia e wc non potevano mancare per essere davvero autonomi.
Abbiamo anche creato un passaggio diretto dalla cabina al vano abitativo, che ci isola dal freddo e garantisce maggiore privacy.
Tempi e progettazione: cosa aspettarsi davvero
Camperizzare un furgone richiede pazienza. Nel nostro caso ci sono voluti diversi mesi tra ricerca del mezzo, progettazione, modifiche e piccoli aggiustamenti.
Dal momento dell’acquisto, in circa quattro mesi avevamo il van pronto. Un tempo tutto sommato breve, considerando che ogni dettaglio è stato personalizzato.
Camperizzare un furgone: cosa amiamo di più di Little Beans

Per ora abbiamo vissuto solo pochi weekend in van, ma ci hanno già confermato che abbiamo fatto la scelta giusta.
Amiamo svegliarci immersi nella natura, decidere all’ultimo momento dove andare e vivere senza orari rigidi. E sì, abbiamo già montato le catene per uscire da una piazzola ghiacciata. Fa parte dell’avventura.
Decidere di camperizzare un furgone è stata una delle scelte migliori che potevamo fare. Ci sta regalando tempo di qualità, libertà, nuovi punti di vista e ricordi che porteremo sempre con noi.
Negli spazi piccoli si impara a comunicare, a scendere a compromessi, a crescere insieme.
Al momento non cambieremmo nulla. Sappiamo che col tempo l’organizzazione interna evolverà, così come il nostro modo di vivere il van. La van life è anche questo: adattarsi.
Little Beans è il nostro modo di vivere i viaggi, la natura e il tempo condiviso. E questo è solo l’inizio.

