Aggiornato il 29 Ottobre 2025 alle 02:33 pm

Quando sono atterrata a New York e ho realizzato che ero lì per partecipare alla regina delle maratone, la maratona di New York, ho sentito un’emozione crescere dentro di me che è difficile descrivere. Un misto tra “sono qui per correre la maratona per eccellenza” e “sto davvero vivendo un sogno?”.

Era il 2017, ed era la mia seconda maratona. Nata un po’ per caso, con la scusa di fare un viaggio a New York, ma si è trasformato in un vero e proprio sogno.

Lo sai che la maratona di New York fa parte del circuito Abbott World Marathon Majors? Ne abbiamo parlato qui: “le maratone più importanti del mondo“.

Maratona New York

Cosa significa corre la maratona di New York?

Partecipare alla Maratona di New York significa svegliarsi prima dell’alba, vivere un concentrato di emozioni, fatica, adrenalina e pura gioia. È una gara che unisce circa 50.000 corridori da ogni parte del mondo per coprire 42,195 chilometri attraverso i cinque distretti di New York.

In quel giorno la città si ferma. Le strade si riempiono di persone che tifano, applaudono, cantano. Non è una maratona “da tempo”, con i suoi saliscendi impegnativi, ma è una corsa da vivere e condividere, passo dopo passo, con il cuore.

Da vivere con un’amica, con il tuo compagno a gomito gomito o, con chi tu voglia, perché correre non è sempre e solo tempi ma è anche condivisione.

La partenza: tra attesa, freddo e adrenalina

La sveglia è prestissimo: alle 4:30! Un bus ti porta fino a Battery Park, dove partono i traghetti per Staten Island. Dopo i controlli di sicurezza, un altro bus conduce i corridori al punto di partenza, sul ponte di Verrazzano.

L’attesa è lunga, quasi infinita, e la si trascorre bevendo caffè e mangiando donuts, avvolti in vecchi vestiti che poi verranno donati. Ma appena senti lo sparo della partenza, tutto cambia: il cuore accelera, e la magia ha inizio.

La maratona di New York: un viaggio dalle mille emozioni

Dal ponte di Verrazzano in poi, è un fiume di persone, di cori e di energia pura. La folla ti accompagna nei primi chilometri attraverso Staten Island, Brooklyn e Queens, con cartelli incoraggianti e musica a ogni angolo. Frasi come “Keep going!”, “You can do it!” o “Power up!” ti spingono avanti quando le gambe cominciano a pesare.

Ci sono solo due tratti in cui il silenzio prevale:

  • al 25° chilometro, sul Queensboro Bridge, dove mancano le voci del pubblico e devi trovare forza dentro di te;

  • nel quartiere ebraico, dove uomini vestiti di nero camminano indifferenti lungo i marciapiedi.

Ma, anche in quei momenti, non sei mai davvero solo: accanto a te c’è sempre un altro maratoneta con cui condividere uno sguardo o una parola. Entrare nel Bronx e poi in Harlem, con le band che suonano musica rock, è un’iniezione di energia. La parte più dura arriva al 35° chilometro, lungo la Fifth Avenue, con una lunga salita che costeggia Central Park.

E poi, finalmente, l’ingresso nel parco. Le urla della folla diventano più forti, il cuore batte all’impazzata, e quando tagli il traguardo le lacrime scendono da sole.

Ce l’hai fatta. Hai corso la Maratona di New York.

Maratona New York

Cosa resta dei tuoi 42,195 chilometri della maratona regina

La Maratona di New York è molto più di una gara. È una festa collettiva, una città intera che si ferma per applaudire, incoraggiare e celebrare chi sta inseguendo un sogno. È una maratona dove non esistono fischi o insulti, ma solo sorrisi e “high five”.

Correre qui significa sentirsi parte di qualcosa di più grande, un’energia che non si può descrivere se non la si vive in prima persona.

Maratona New York

Personalmente, è stata un’esperienza che mi ha scaldato il cuore e che non dimenticherò mai. Se anche tu sogni di correrla, inizia a crederci davvero. Perché i sogni, come le maratone, si realizzano un passo alla volta. Bisogna sempre inseguire i propri sogni.

All’epoca io e Davide ci eravamo appena conosciuti, ma ci siamo promessi che un giorno la correremo insieme, speriamo presto!

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Informazioni sull'autore

Due cuori in viaggio, con una costante voglia di fuga. Viaggiatori zaino in spalla, amanti dello sport e della natura e che non amano lasciare i propri sogni nel cassetto. Tra una corsa e l’altra ti raccontiamo il mondo.

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14 commenti

  1. Oddio, io sono piiiiiiigra! Sono l’antisportività fatta persona. Però la Maratona di New Yiork esercita su di me un fascino non indifferente. Mi hai commosso quando scrivi che le persone sul marciapiede incoraggiano e battono il cinque ai partecipanti: mi ha dato il senso di una grande festa corale, una profonda empatia.
    Ti ammiro per la tua attitudine alla corsa!

  2. Mamma mia che esperienza fantastica dev’essere!!! Mi hai fatto venire la pelle d’oca. Conta che non corro nemmeno per 3 km ma, sembrerà assurdo, dalla carica che traspare da questo racconto quasi quasi inizia a venirmi voglia ihihihihih

  3. Fino a qualche anno fa mi cimentavo in corse podistiche nella mia zona. Le più impegnative erano sui 10-12 chilometri e ricordo ancora adesso la piacevole emozione dei tifosi lungo le strade o agli angoli della città. Alcuni atleti con cui correvo quelle gare hanno poi puntato via via su obiettivi più ambiziosi arrivando, anni dopo, sicuramente anche alla mitica maratona di New York. Io invece ho preso una strada diversa puntando più sui trekking e sul cammino lento. Punti di vista opposti ed estremamente emozionanti.

  4. Bellissima la tua descrizione, mi sembrava di esserci lì a sudare, a correre, a tenere duro e lasciarsi coinvolgere dal tifo di una città che ho adorato dal primo istante in cui ci ho messo piede per la prima volta. Non farò mai la maratona – troppo pigra – ma tornerò senza dubbio a NY! E complimenti a te che hai vissuto un’emozione unica!

  5. Assolutamente si, sempre inseguire i propri sogni e non mollare mai andando invece sempre avanti.
    che bravi ragazzi vi ammiro, io cammino tanto ma a correre proprio non ci riesco, scoppierei dopo i primi chilometri

  6. Questo è uno dei sogni di mio padre, maratoneta da anni che cerca sempre di aumentare la difficoltà di livello. Sicuramente un’emozione incredibile potervi partecipare. Chapeau a voi.

  7. Mi sono emozionata leggendo il tuo articolo perché posso solo immaginare cosa si provi. Io non corro, o almeno corricchiavo sognando di fare almeno una mezza maratona e ammetto che ogni tanto ho fatto un pensierino di fare la mattata e allenarmi per NY… Tra l’altro so che dopo i 42 km devi camminare un sacco per tornare in hotel perché i mezzi sono intasati quindi diventa praticamente 50-60 km!

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