Ci mancavano proprio le gare all’estero. E la mezza maratona di Copenaghen ci ha ricordato quanto ci piacciono. Dopo tanto tempo, siamo infatti tornati insieme in griglia per una gara internazionale.
Una città che già ci incuriosiva, ma che ci ha stupito soprattutto per quanto riguarda la corsa: un percorso bellissimo, un tifo incredibile praticamente in ogni punto, persone che ti chiamano per nome, band musicali e un’energia che ti accompagna per tutti i 21,0975 km.
Forse è stata la più bella mezza maratona corsa fino ad oggi. Eppure, di gare all’estero ne abbiamo fatte parecchie. Ma questa, ne siamo sicuri, ce la porteremo a casa tra i ricordi più belli.
Non tanto per il tempo, anche se per me è stato davvero appagante sfiorare il mio personale di appena 3 secondi, e per Davide perché significava tornare finalmente a vivere una gara dopo più di un anno.

Ma per tutto quello che è successo intorno a quei 21 chilometri.
Ma facciamo un passo indietro e ti raccontiamo tutto della Copenhagen Half Marathon, dalla ricerca del pettorale al percorso, dal ritiro del pacco gara a dove dormire, fino alle nostre sensazioni durante la gara.
E se oltre alla corsa stai organizzando anche un weekend nella capitale danese, abbiamo preparato una guida dedicata a Copenaghen in 3 giorni, con il nostro itinerario, come ci siamo mossi e cosa vedere.
Mezza maratona di Copenaghen: come iscriversi

Ormai il running è diventato un vero e proprio business e l’iscrizione a una gara è spesso la nota dolente di questo meraviglioso viaggio che è la corsa.
Anche per la Copenhagen Half Marathon riuscire a ottenere un pettorale non è così scontato.
Le modalità di iscrizione possono cambiare di anno in anno, quindi il nostro primo consiglio è quello di controllare sempre il sito ufficiale della CPH Half prima di organizzare il viaggio.
Lotteria
La modalità principale per ottenere il pettorale è la lotteria, come ormai tantissime gare. La via iniziale è quindi sempre la stessa: tentare la fortuna. È quello che abbiamo fatto anche noi.
La possibilità di partecipare alla lotteria può essere prevista individualmente oppure in gruppo: per l’edizione attuale il regolamento consente di registrarsi come gruppo fino a 3 persone. Se il gruppo viene estratto, ogni componente riceve la propria comunicazione e deve completare individualmente la registrazione entro il termine indicato.
Per noi, che corriamo spesso insieme, la possibilità di partecipare come gruppo è sicuramente un aspetto interessante.
Per l’edizione 2027, il costo indicato dall’organizzazione è di 795 DKK, da pagare solamente nel caso in cui si venga estratti e si decida di completare l’iscrizione.
Attenzione però: il pettorale è personale e non può essere ceduto o rivenduto. Al momento dell’iscrizione puoi eventualmente acquistare l’opzione Refund Protect.
Insomma, non è una gara alla quale ci si iscrive semplicemente quando ci si ricorda di farlo: bisogna pensarci per tempo. Ormai, purtroppo, funziona così per molte gare.
Operatori turistici
Un’altra possibilità è affidarsi alle agenzie specializzate in viaggi dedicati al running, come Terramia, Ovunque Running, Born to Run e altri operatori del settore.
In questo caso il vantaggio è sicuramente quello di avere tutto organizzato, ma il costo complessivo è maggiore perché il pettorale viene normalmente inserito all’interno di un pacchetto che può comprendere anche alloggio, assistenza e, a seconda della proposta, altri servizi.
Se sei abituato a organizzarti tutto da solo, come noi, preparati quindi a spendere di più.
E diciamolo già: Copenaghen non è proprio una città economica, quindi il conto finale può diventare facilmente importante.
Ritiro pettorale e pacco gara

Il ritiro del pettorale è stato molto veloce. Devo dire che anche in questo caso abbiamo trovato l’organizzazione danese molto efficiente: tutto è filato liscio e in pochi minuti avevamo il nostro pettorale.
All’Expo era sufficiente inquadrare il QR Code ricevuto via email e il pettorale veniva stampato al momento.
Nel nostro caso c’era poi una particolarità in più: l’edizione 2026 coincideva con i World Athletics Road Running Championships Copenhagen 26, quindi abbiamo ricevuto anche una sacca commemorativa e una maglia dell’evento. La sacca poi la si utilizzava anche come deposito per il giorno della gara.
Ecco, qui ci togliamo un altro sassolino dalla scarpa. Anzi, due.
Una piccola riflessione sulla maglia
Ma perché i brand pensano sempre e solo agli uomini?
Capisco la scelta di una maglia unisex. Ma la mia XXS andava bene a Davide, che solitamente porta una M. Quindi immagina come potesse vestire la sua M.
Oltre a non fare due versioni, mi chiedo anche su quale modello si sia basata ASICS per la stampa della maglia.
Ora, capisco tutto. Ma insomma: non è che questa gara te la regalano. Magari ci si poteva sforzare un po’ di più di pensare anche alle donne.
E da un brand come ASICS, che opera nel running a livello internazionale, sinceramente mi sarei aspettata qualcosa di più. Ma andiamo oltre.
Il percorso della mezza maratona di Copenaghen

L’edizione 2026 è stata particolare perché inserita nel programma dei World Athletics Road Running Championships Copenhagen 26, quindi il percorso era differente e corrispondeva all’edizione del 2024.
Nonostante questo, l’impressione che ci siamo portati a casa è quella di una gara molto veloce, praticamente tutta in città e con un percorso davvero spettacolare.
Il percorso ufficiale può naturalmente cambiare da un’edizione all’altra, quindi prima di partire controlla sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale della CPH Half.
La gara attraversa diverse zone della città e permette di vedere Copenaghen da una prospettiva completamente diversa.
Ed è proprio questo uno degli aspetti che abbiamo amato di più: per 21 chilometri non hai la sensazione di essere semplicemente dentro una gara. Stai correndo dentro la città.
La partenza, poi, è stata semplicemente da brividi. Si parte lungo un grande viale e fin dai primi metri il pubblico inizia a incitare i runner. Ma la cosa più bella è che non smette praticamente mai.
Abbiamo corso per 21 chilometri con il sorriso. Letteralmente. Era quasi impossibile non farlo.
Il tifo: il vero valore aggiunto della Copenhagen Half
Se dovessimo scegliere una sola cosa che ci ha conquistati della mezza maratona di Copenaghen, probabilmente sarebbe proprio questa: il pubblico.
Non un tifo concentrato soltanto sulla partenza o sugli ultimi chilometri, ma una presenza costante lungo il percorso.
E non parliamo soltanto di persone che applaudono. Ci sono musica, incitamenti e persone che sembrano davvero partecipare alla tua gara. Un’energia difficile da spiegare.
E quando senti qualcuno chiamarti per nome mentre corri, in un momento in cui magari stai iniziando a fare fatica, beh… cambia tutto!
Consigli e info utili per la Copenaghen Half Marathon

Come sempre quando partecipiamo a una gara all’estero, il primo consiglio è molto semplice: non arrivare all’ultimo minuto in griglia.
Anche se il deposito è ben organizzato, e tutto molto veloce, senza particolari code o attese, è sempre meglio avere un po’ di margine per la consegna e il raggiungimento della propria zona di partenza.
Come funziona la partenza
La partenza è stata un’esperienza un po’ diversa da quella a cui siamo abituati in Italia.
Le griglie erano organizzate, ma nessuno controllava se stessi entrando nella griglia corretta. Qui ci si affida molto alla responsabilità dei runner. E abbiamo pensato: bravi.
Perché in Italia, se fai una cosa del genere, probabilmente dopo cinque minuti hai già metà dei runner nella prima griglia.
I ristori
Anche i ristori ci sono sembrati ben organizzati, con punti di distribuzione su entrambi i lati del percorso. In questo modo il flusso dei runner viene distribuito meglio e si riduce il rischio di creare ingorghi.
Nel complesso, dal nostro punto di vista, l’organizzazione della gara è stata davvero impeccabile.
Attenzione al meteo
A settembre il meteo a Copenaghen può essere molto variabile. Noi siamo passati dalla pioggia al sole nel giro di pochi minuti.
Per questo ti consigliamo di portare qualcosa di caldo da indossare prima della partenza, anche qualcosa che sei disposto a lasciare una volta entrato in griglia. Gli indumenti lasciati prima dello start venivano poi raccolti e destinati alla donazione.
Un piccolo gesto che può avere una seconda vita invece di finire semplicemente nel cestino.
E porta anche qualcosa per la pioggia o un antivento. Noi ci siamo presi un bel acquazzone post gara.
Dove dormire per la mezza maratona di Copenaghen

Scegliere dove dormire in occasione di una gara per noi è sempre fondamentale. Tuttavia la metropolitana di Copenaghen funziona davvero molto bene. Per questo non è necessariamente indispensabile cercare un hotel vicino alla partenza o all’arrivo.
Anzi, considerando che oltre a correre volevamo anche visitare la città, per noi aveva più senso scegliere una posizione comoda sia per la gara sia per muoversi durante il resto del weekend.
E soprattutto bisogna fare i conti con i prezzi degli hotel a Copenaghen. Il nostro primo consiglio è quindi di prenotare per tempo.
Noi abbiamo scelto Wakeup Copenhagen – Bernstorffsgade, una scelta che rifaremmo molto volentieri.
Ci siamo trovati bene per il rapporto qualità-prezzo, per la pulizia e soprattutto per la posizione: la struttura è infatti comoda per raggiungere il centro e si trova vicino alla stazione centrale.
Abbiamo pagato complessivamente circa 173 euro per due notti. Per Copenaghen è davvero un prezzo interessante.
Le scarpe con cui abbiamo corso Copenaghen
Per la mezza maratona di Copenaghen abbiamo corso con due modelli Saucony che fanno ormai parte della nostra rotazione: Endorphin Azura e Endorphin Speed 5.
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Mezza maratona di Copenaghen e SuperHalfs
Un’altra cosa interessante, se non lo sai: la mezza maratona di Copenaghen fa parte del progetto SuperHalfs, che comprende sei mezze maratone europee: Praga, Lisbona, Copenaghen, Cardiff, Berlino e Valencia.
Avrai un tuo passaporto elettronico e, una volta completate tutte e sei le gare, senza limiti di tempo, riceverai una medaglia finale. L’idea è un po’ quella delle World Marathon Majors, ma applicata alle mezze maratone.
Per noi Copenaghen era la terza tappa, dopo Praga e Berlino. Personalmente, se dovessimo sceglierne solo una, sarebbe sicuramente la mezza maratona di Copenaghen.
Ma questa è, ovviamente, la nostra esperienza.
Vale la pena correre la mezza maratona di Copenaghen?

Per noi, assolutamente sì. Ma la risposta non ha tanto a che fare con il cronometro, ma su come ci siamo sentiti bene: voluti, accolti, sostenuti, amati.
Dal pubblico, dalle persone lungo il percorso, da chi ci chiamava per nome, dalla musica e dall’energia di una città intera che sembrava correre insieme a noi.
Ci ricordiamo ancora quella signora, in una metro invasa dai runner, che ci ha guardati sorridendo e ci ha detto: “Welcome to Copenhagen. Have a lovely day.”
Una frase semplicissima. Ma che, in quel momento, ci ha fatto sorridere. E inevitabilmente abbiamo pensato: perché in Italia non siamo mai così amati?
Ecco: forse è proprio questa una delle cose che ci ha colpito di più. Qui sembrava che la città fosse davvero parte della gara.
Forse è proprio questo che resta. Non solo una gara corsa bene, o un tempo, o una medaglia. Ma la sensazione di essere stati esattamente nel posto giusto, a fare qualcosa che ci fa stare bene.
La mezza maratona di Copenaghen è sicuramente una gara che ci porteremo nel cuore. E soprattutto ci ha ricordato una cosa che, dopo tanti anni e tante gare, continuiamo a ritrovare ogni volta: correre ci regala ancora sensazioni meravigliose.
Ora avanti con la prossima.

